L’Erasmus di Matilde

Ad ottobre 2017 un volo mi portava da Bologna a Colonia, città di cui sapevo poco o nulla in quel momento, ma che sarebbe diventata un posto magico ai miei occhi. Così lasciavo alle mie spalle un bellissimo anno in una delle più belle città universitarie italiane, dove mi ero trasferita l’anno precedente per iniziare la mia laurea magistrale in letterature comparate. Del mio primo giorno a Colonia ho ancora il ricordo nitido della grande meraviglia alla prima vista del Duomo che sorge inaspettatamente a lato della stazione centrale. Fino a quel momento ci eravamo incontrate solo tra le pagine dei libri di storia dell’arte.

Perché ho scelto Colonia come meta Erasmus? Sicuramente il fatto che sia una delle città più grandi della Germania. Lo studiarvi mi avrebbe permesso di vivere in un ambiente internazionale e stimolante, a contatto con culture diverse. Non da meno il fatto che l’università mi offrisse dei corsi di lingua e letteratura russa che avrei dovuto svolgere da curriculum. Altrettanto importante la mia inspiegabile attrazione verso questa città, senza un vero e proprio motivo concreto, e non avrei potuto fare cosa migliore che ascoltare questo istinto!

Quello che invece non mi aspettavo e mi ha stupito? La posizione strategica di Colonia, ottima per chi ha uno spirito da viaggiatore. Köln sorge infatti non lontana dal confine con Belgio ed Olanda e in poche ore è possibile raggiungere moltissime mete europee in bus o treno. Grazie al Semesterticket (l’iscrizione semestrale all’università) si può viaggiare gratis in treno non solo all’interno della città ma anche nell’intera regione.

Il mio anno Erasmus è stato ricco di viaggi a fianco dei miei fedeli compagni conosciuti grazie ad ESN, prima in Germania, poi in Europa fino ad arrivare al Marocco. Mai come in questo momento mi è stato chiara la fortuna di essere europea e di come, aldilà delle differenze nazionali, si possano tessere dei legami fortissimi, perché c’è sempre qualcosa da condividere.

Scegliere di svolgere uno scambio presso un’università tedesca significa anche approcciarsi ad un metodo di insegnamento completamente diverso. Le lezioni esigono infatti una partecipazione molto più attiva da parte degli studenti, ai quali viene richiesto di lavorare in gruppo, preparare delle presentazioni e scrivere delle tesine. Tutto ciò aiuta a sviluppare il proprio senso critico e la propria capacità di argomentare; per questo motivo tale metodo è spesso apparso ai miei occhi come spaventoso ed utilissimo allo stesso tempo.

Accanto alle lezioni legate al proprio piano di studi è possibile seguire i corsi del centro DaF (Deutsch Als Fremdsprache), che offre agli studenti Erasmus la possibilità di prendere parte a dei corsi di tedesco suddivisi per livello e per le abilità che si desidera allenare. Grazie al Daf, e non solo, sono riuscita a padroneggiare finalmente questa lingua così ostile ed affascinante.

Quello che davvero non mi aspettavo, e che per chiunque vi prenda parte è un’esperienza a suo modo unica, è il Carnevale di Colonia. I primi folli festeggiamenti si tengono l’11 novembre, quando alle 11 e 11 minuti si “apre” ufficialmente la stagione del carnevale. Questa continuerà poi in febbraio per cinque giorni consecutivi. E che cosa succede? L’intera città si maschera e si riversa sulle strade per festeggiare intensamente questo evento che è pure espressione della cultura della città. Sfilate di carri, musica Schlager, fiumi di birra Kölsch e costumi stravaganti. Un evento da non perdere assolutamente!

L’Erasmus è sì fatto di parties selvaggi, ma non solo. L’Erasmus è allontanarsi dalla propria realtà per costruirne una nuova da zero. Scappare dall’Italia per rincominciare ad amarla di nuovo a migliaia di chilometri, cercando le migliori pizzerie della città. L’Erasmus è un mal di testa cronico per completare il Learning Agreement ed un’enorme soddisfazione nel passare il primo esame in lingua. L’Erasmus è trovare il tuo migliore amico in qualcuno conosciuto appena un mese prima in una Pub Crawl e mantenere questa amicizia per la vita. Capire che alla fine dei conti “casa” sarà sempre in te stesso e realizzare tutto ciò che era difficile ed infattibile ai tuoi occhi. L’Erasmus è piangere all’arrivo e dieci mesi dopo alla partenza. Come potete perdervi tutto ciò?

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