Gli Erasmus di Giada

Ciao a tutti! Mi chiamo Giada e ho 26 anni.

Amo il tedesco e amo la Germania. Come è iniziato questo amore? Semplicemente iniziando a studiare la lingua. E quando si studia una lingua si impara a conoscere una cosa fondamentale: la cultura. E la cultura tedesca mi ha da subito affascinato.

Sono stata in Erasmus due volte. La prima volta, durante la triennale, ho trascorso un semestre a Tübingen, una piccola cittadina nel Baden-Württemberg. Perché Tübingen? Devo essere sincera: non c’è un perché. Quando ti candidi per il programma Erasmus puoi indicare le tue preferenze – la mia prima preferenza era proprio Tübingen. Mi era stata consigliata da un’amica e io vi consiglio di cercare le immagini su Google (come, devo ammettere, feci io allora).

E quindi sono partita. Il primo giorno, dopo un terribile viaggio di undici ore in autobus, ho pianto. Sì, era la mia prima esperienza all’estero, avevo 20 anni e mi sentivo spaesata. E non ero nemmeno sola: sono partita insieme a una mia compagna di università, nonché ora una delle mie migliori amiche. Non c’è bisogno di dire che questa esperienza ci ha legato tantissimo. Devo però precisare che prima dell’Erasmus ero una persona molto timida e chiusa. Comunque, ricordo di essere scesa dall’autobus e di aver pensato: “E ora?”.

La mia amica aveva fame, per cui ci siamo sedute al tavolo del Burger King della stazione e mentre lei mangiava di gusto (dopo undici ore di autobus con solo qualche snack) io piangevo. Se ci penso ora mi fa sorridere e mi piacerebbe davvero tornare a piangere al Burger King di Tübingen.

Appena arrivate dovevamo raggiungere l’ostello in cui avremmo passato le prime due notti, prima di trasferirci definitamente nel nostro WG (Wohngemeinschaft). Ed ecco qua che mentre camminavamo una signora, vedendoci con due valigie a testa e zaini vari, ferme in mezzo alla strada a cercare l’ostello su Google Maps (ovviamente con le mappe offline, ancora c’era il roaming!!) ci chiede gentilmente se avevamo bisogno di qualcosa. E da quel momento ho scoperto la gentilezza dei tedeschi (e anche degli austriaci, visto che al momento abito in Austria). Noi eravamo distrutte dalle undici ore di autobus ed era la prima volta che mettevamo in pratica nella “vita reale” la lingua che avevamo studiato per anni all’università. Quindi ovviamente non abbiamo capito niente!!

Nei giorni successivi comunque è andato tutto sempre meglio. Abbiamo iniziato i corsi con tanti studenti da tutto il mondo ed è stato davvero interessante e divertente. Negli ultimi mesi mi ero anche fidanzata con un ragazzo americano.  

Vivere all’estero ti insegna tante cose. La prima è il tuo grado di accettazione nel condividere bagno e cucina (ho ancora gli incubi). Non è facile, ma dipende con quante persone ti ritrovi a condividere. A Tübingen condividevo bagno e cucina “solo” con 8 persone (dico solo perché durante il mio secondo Erasmus li condividevo con 13 persone…decisamente troppe.)

La seconda cosa che impari è leggere le etichette dei prodotti – ovvero quando vai al supermercato e inizi a tradurre tutte le etichette, specialmente dei saponi (per chi è stato in Germania o in Austria sono sicura che usava LEO…una sicurezza). A parte gli scherzi, penso che molti si siano ritrovati a passare tanto tempo al supermercato per cercare un determinato prodotto o cibo. Perché è vero che mentre sei all’estero ti mancano gli amici e la famiglia…ma ti manca anche la pizza.

La terza cosa che impari – la più importante – è scoprire che puoi farcela da solo. Impari a organizzarti e a essere responsabile. Impari che se ti rubano il portafoglio (true story) devi andare a fare la denuncia alla polizia e spiegare tutto nella lingua del paese in cui ti trovi (forse puoi azzardare con l’inglese). Non scorderò mai gli occhi inteneriti del poliziotto mentre piangevo disperata e gli raccontavo cosa era successo. (Ovviamente nel portafoglio avevo anche le chiavi di casa.)

L’ultimo giorno a Tübingen me lo ricorderò per sempre. Quando l’Hausmeister ha chiuso la porta e ha ritirato le chiavi è stato il momento in cui ho realizzato che era tutto finito. Ma anche tornare a casa e raccontare tutto ad amici e famiglia che ti aspettano è una bella parte dell’esperienza.

Dopo essere tornata a casa e aver concluso la prima laurea, mi sono iscritta alla magistrale e ho rifatto domanda per l’Erasmus. Il secondo Erasmus è stato bello allo stesso modo del primo, ma ero già preparata. Ero già preparata alla burocrazia e a come “funziona” la Germania in generale. Il secondo giorno ero già a una festa!

Questa volta ero a Heidelberg, ancora una volta nel Baden-Württemberg. Mentre ero a Tübingen avevo fatto una gita di un giorno ad Heidelberg e me ne ero innamorata (il ponte, il fiume, il castello…tutto assolutamente romantico e affascinante). C’è anche una delle migliori università della Germania.

Vi ricordate il mio fidanzato americano che ho menzionato prima? Ci siamo rincontrati mentre ero a Heidelberg, perché lui nel frattempo si era trasferito a Norimberga (il mondo è davvero piccolo).

A Heidelberg ho conosciuto persone davvero speciali, a cui sono tuttora molto legata e che sento quasi ogni settimana, nonostante la distanza. Ogni studente Erasmus sa che tipo di legami si formano all’estero, perché si vive al 200%. Si studia, si viaggia, a volte (?) ci si sbronza e si dorme poco, ed è tutto bellissimo così!

Quindi se vi capita questa opportunità non sprecatela!!

Una opinione su "Gli Erasmus di Giada"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: