I miei Erasmus

L’Erasmus: un’esperienza che a mio avviso dovrebbero fare tutti gli studenti, indipendentemente da quello che studiano. È un momento, oserei dire, magico, si provano emozioni fortissime, si conoscono tante persone, tante culture, tanti posti, ci si innamora, si prendono delusioni, si litiga con la burocrazia (tanto), si lotta coi professori per gli esami da dare fuori. E poi si piange prima di tornare. Si piange quando si è tornati. Si rimane depressi per un po’ e alla fine si tirano le somme e si guarda ai mesi passati con un sorriso nostalgico.

In Erasmus non si fa solo festa non-stop come molti riassumono. Certo, la parte di festa non manca, è fortemente presente, ma non si tratta di questo. Per prima cosa si entra in contatto diretto con un’altra nazione e con il suo popolo, con le sue regole, la sua cultura, le sue tradizioni che sono spesso molto diverse dalle nostre. Bisogna sbrigare le cose ufficiali come il contratto d’affitto, i documenti universitari, ma anche cose più pratiche come la spesa in un’altra lingua. Si cresce, è inevitabile! Si cresce, si matura tantissimo, si conoscono gli altri, ma prima di tutto si impara a conoscere sé stessi perché probabilmente per la prima volta si è veramente soli, in una nazione che abbiamo conosciuto solo sui libri o forse in vacanza.

Io sono stata in Erasmus due volte, entrambe in Germania: la prima volta nel semestre invernale del terzo anno di triennale e la seconda dopo il secondo anno di magistrale, per scrivere la tesi. Quale mi è piaciuto di più? Impossibile scegliere! Sono stati completamente diversi, in posti diversi, con persone diverse.

Qui vorrei raccontarti un po’ come sono andati i miei due soggiorni Erasmus.

Konstanz

Il primo l’ho fatto a Konstanz, una città al sud della Germania, al confine con la Svizzera, sul bellissimo lago di Costanza. Perché ho scelto questa Città? Tutt’oggi non so rispondere con esattezza: io volevo andare in Inghilterra, ma non mi hanno preso. Una mia amica era stata a Konstanz l’anno prima di me, sapevo che in Germania avrei imparato bene inglese e tedesco e a Konstanz potevo studiare russo. Altre ragioni non c’erano. Avevo la possibilità di mettere 3 scelte, ho messo Tubinga, Konstanz e Erfurt, ma avrei preferito Konstanz perchè era più vicina e perché la mia amica mi avrebbe potuto aiutare. Si è rivelata la scelta (quasi) casuale migliore. Ho trovato alloggio in uno studentato, eravamo in 7 in un appartamento: 3 tedeschi, una francese, una cinese, un colombiano e un’italiana (io). Uno dei coinquilini tedeschi è diventato il mio ragazzo (siamo tutt’ora insieme in Germania), la coinquilina francese è diventata la mia migliore amica, siamo ancora in contatto e l’anno scorso è venuta a trovarci.

Il primo Erasmus per me è stato un vero salto nel vuoto, il tedesco lo conoscevo molto poco, in Germania ero stata solo una volta in gita scolastica e per di più era la prima volta che me ne andavo per così tanto tempo da casa dei miei, perché l’università cui ero iscritta in Italia era a 20 minuti di macchina da casa. Inizialmente è stato un po’ traumatico, fare la prima lavatrice in tedesco non è stata un’esperienza molto facile. Poi è iniziata l’università, ho conosciuto tantissime persone, mi sono innamorata ed è stato meraviglioso. Oggi, col senno di poi, riesco a vedere meraviglioso anche lo sfratto avvenuto dopo due settimane dall’arrivo perché in casa dovevano rifare l’impianto idraulico. Senza Lena, la mia amica francese, non so cosa avrei fatto!

Münster

Il secondo l’ho fatto a Münster, una città splendida nella Renania Settentrionale-Vestfalia, a un’oretta da Colonia. In questo caso la parte burocratica, amministrativa e universitaria non sono state per nulla problematiche: sapevo già benissimo come muovermi. La lingua non era più un ostacolo dopo due anni di tedesco intensivo in magistrale e dopo tre anni di fidanzamento con un tedesco. L’unico problema è stato la tesi, ma quella è una croce per ogni studente, quindi in realtà l’essere in Erasmus ha reso tutto più leggero.

Mentre a Konstanz era stato l’ente che si occupava degli studentati a contattarmi e fare tutto, in questo caso mi sono dovuta preoccupare da sola di trovare una stanza. Dopo due o tre settimane di ricerca nel mese di agosto ho trovato una stanza molto centrale ad un prezzo bassissimo, in appartamento con due ragazzi e una ragazza tedeschi, in una casa abitata quasi esclusivamente da studenti. Perfetto! Questa volta sapevo che per me sarebbe stato più difficile fare amicizia, dal momento che mi trovavo in Erasmus per scrivere la tesi non avevo nessun corso da frequentare. Inoltre volevo evitare di fare amicizia solo con italiani. Così mi sono iscritta a tutte le attività possibili che vengono sempre organizzate per gli studenti Erasmus, mi sono iscritta a un corso di spagnolo e ad un corso in palestra riservato agli studenti. Ho fatto amicizia solo con ragazzi e ragazze del nord (Finlandia, Danimarca, Polonia, Olanda) con cui generalmente non è troppo facile stringere un rapporto (infatti ero l’unica italiana del gruppo), ma mi sono trovata benissimo, sono in contatto ancora con molti dei miei amici e in estate, dopo la laurea, sono andata una settimana in Finlandia.

La famigerata depressione post-Erasmus

Ovviamente c’è stata in entrambi i casi, molto forte. Dopo Konstanz tornavo a casa dei miei dopo 5 mesi in cui ho fatto quello che mi pareva, quando mi pareva. Inoltre ho vissuto 2 mesi col mio ragazzo (solo 2 per via dello sfratto). Sono tornata a casa la domenica sera e il lunedì mattina avevo lezione: con me c’era una mia amica da poco tornata dalla Lituania, con la stessa espressione persa che avevo io. Mi sentivo confusa, non lo sentivo più come il mio posto, mi stava tutto stretto, così mi sono buttata a capofitto nello studio per laurearmi a luglio e vedere cosa fare del mio futuro. Dopo Münster (e dopo aver vissuto due anni a Torino come studentessa fuorisede), a febbraio, tornavo a casa fino a data da destinarsi perché il mio ragazzo avrebbe iniziato la magistrale a ottobre, mese in cui ci saremmo trasferiti nella città in cui lui avrebbe studiato (allora ancora ignota). Gli stessi sentimenti della prima depressione, al quadrato: mi mancavano i miei amici, la mia stanza, la città. Quindi dopo essermi laureata ho viaggiato più che potessi prima di venire qui a Bamberg.

In sintesi

L’Erasmus è bellissimo, al di là della nazione o della città in cui si va, anche perché tendenzialmente si fa amicizia con gli altri studenti Erasmus. In Germania io mi sono trovata molto bene. L’università tedesca è diversa da quella italiana e a mio avviso è molto interessante sperimentare uno studio strutturalmente molto diverso. Senza parlare dei mercatini di Natale, che sono bellissimi, e dei vantaggi economici che ci sono per gli studenti, ad esempio in Renania Settentrionale-Vestfalia nella rata universitaria sono inclusi i trasporti per tutta la regione, quindi per il periodo in cui si rimane si può girare usando autobus, metro e treni senza sborsare un centesimo. Altro plus: la Germania è molto bella, c’è poco da fare!

Se vuoi condividere anche tu la tua esperienza erasmus scrivimi qui sotto o contattami su Facebook o Instagram!

Fonte immagine in evidenza: stipendium.ch

3 pensieri riguardo “I miei Erasmus

  1. Anch’io andrò in Erasmus a Konstanz! Partirò ad aprile e leggere il tuo post mi ha un pochino tranquillizzata… Spero che sia una bella esperienza nonostante la pandemia 🙈

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